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Le cave di Sof Omar: una meraviglia geologica e un santuario millenario

Ciao a tutti!

Oggi, come promesso, vi parleró delle cave di Sof Omar, anch’esse situate nell’area di Bale.

Le cave di Sof Omar sono una meraviglia geologica con un fiume sotterraneo che si è creato un flusso alternativo per passarci dentro. Nonostante ció, le cave di Sof Omar sono meglio conosciute per il loro valore spirituale e non perchè rappresentano la cava piú lunga del paese, 15,6 km, e il Sistema di cave piú lungo del continente africano.


Site a solo poche ore di distanza dal parco nazionale di Bale di cui abbiamo parlato la settimana scorsa, ma totalmente diverse dalla corte sfrontata che ti fanno la foresta di Harenna e le meraviglie della natura come il lupoide Key Kebero e la pianta della Lobelia Gigante. Le cave di Sof Omar sono una piccolo enclave di bellezza nascosta e misteriosa.

Anni di cerimonie religiose sono scolpite in queste cave e lo seniti in area quando ci addentrammo nelle cave.


Immagine presa da GorgeousEthiopia.com


La prima sensazione che provai fu la pesantezza. Un’energia carica, come se il posto avesse vissuto tanto e fosse pieno di memorie e di dolore. Forse il dolore che lasciarono i credenti che venivano a pregare.

Questa pesantezza era in contrasto totale con la leggerezza che sentii quando guardai le cave da fuori all’arrivo. Ricordo ancora la sensazione di leggerezza che provai a vedere il fiume che scorre verso le cave, il verde degli alberi che circondano l’ingresso in totale armonia con l’ingresso roccioso delle cave.

Scolpite in una maniera cosi’ elegante, mi diedero davvero la suggestion di uno spirito sovranaturale che si prese il tempo per scolpire le rocce in una forma che mi ricordó le onde del mare. Fantasticai che fosse questa bellezza che persuase il fiume Weyib a deviare dal suo percorso in queste cave affascinanti per bagnare tutti I passaggi e gli angoli e portarsi via un pezzo dell’anima delle cave verso la Somalia, il fiume di Jubba e infine consegnarlo al mare somale che scompare nell’oceano Indiano.

Pensai fra me e me, certo che fu venerato per millenni come luogo sacro. L’aura misteriosa del buio dentro la cava, I tanti passaggi sotterranei della cava che ricordano il labirinto di Creta, l’enigma del fiume sotterraneo che viene da lontano e continua verso chissadove, resero sicuramente Sof Omar un luogo suggestivo, che per gli abitanti di millenni fa, poteva essere inabitato da spirit sovranaturali.

Pensai anche che fosse per questo che Sof Omar, il santone locale che diede nome alle cave, senti’ il richiamo spirituale di questo posto.

L’arrivo del cristianesimo e dell’islam, come fu anche il caso di molti paesi africani, non pose fine ne’ indeboli’ le credenze tradizionali millenarie basate sulla venerazione della natura e le usanze praticate in questo luogo. I culti ancestrali continuarono anche con Sof Omar.

Sof Omar fu un uomo saggio, ritenuto santo dai locali. La guida ci disse che in tanti venivano a chiedere I favori a Sof Omar e offrirgli doni. Lui, a sua volta, pregava per loro, e li aiutava a risolvere I loro problem. Fu la fama di questo santo musulmano, Sof Omar, che rese le cave molto famose nel paese e fu per quello che presero il suo nome.

Comunque una volta che passammo la parte iniziale della cava e il buio si fece piú fitto, la guida si raccomandó di stargli sempre vicino perch’ era molto facile perdersi tra I diversi passaggi della cava.

Non sapeva che non c’era assolutamente bisogno di fare questa raccomandazione perchè tra il mio scarso senso di orientamento e la mia enorme paura dei pipistrelle non avrei mai osato allontanarmi da lui.

Gli rimasi vicina e non mi persi. Peró, non fui cosi’ fortunata da evitare i pipistrelli. Ad un certo punto, sentii un suono, diverso dal suono dell’acqua del fiume, piú simile al cinguettio degli uccelli. La guida mi spiegó che erano pipistrelli. Bel suono pensai, tra me e me, ma appena lo pensai, successe. In Etiopia, si usa dire “Quel che temi si avvera…” infatti si avveró.

I pipistrelli che ci devono aver sentito avvicinare, iniziarono a volare intorno, il suono delle loro ali mi fece tanta paura. Mi sembró che il mio cuore stesse per fermarsi. “Che facciamo ora?” Chiesi alla guida che rispose di rimanere calmi. Mi assicuró che non ci avrebbero attaccato o fatto del male a meno che non ci fossimo avvicinati a loro in un modo minaccioso.

Ció nonostante, sentivo che il mio cuore batteva ancora troppo forte.La mia mente aveva compreso ma il mio cuore no. Avevo iniziato la camminata alla scoperta dei misteri della cava con tanto entusiasmo. Ero persino discpiacciuta di non aver affittato un piccolo gommone per navigale l’intero fiume sotterraneo.

La paura dei pipistrelli fu peró piú forte di me. Dissi alla guida che non volevamo addentrarmi di piú nelle cave. Presi nota mentale che la prossima volta mi sarei preparata mentalmente ad affrontare I pipistrelle e condividere la stessa cava con loro per poter navigare l’ultimo fiume sotterraneo e scoprire meglio tutte le cave di Sof Omar.

Ci torneró. Navigheró il fiume Weyib fino alla Somalia, che ora è in guerra ma la pace, prima o poi, arriverá. Lo navigheró per tutta la parte sotterranea nella cava, fino al fiume di Juba per tutto il percorso fino al mare di Somalia che va finire nell’oceano.

Dio permettendo, oppure Inshallah, come avrebbe detto Sof Omar. 😊

Venerdi’ prossimo vi parleró di un altro luogo sacro in Etiopia, Lalibela. Una chiesa monolitica scavata nella pietra, a forma di croce.

Buona settimana!

Yoha

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