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Meskel, l'Etiopia festeggia il ritrovamento della Croce di Gesu'

Ciao! Come promesso lo scorso Venerdi’, oggi vi parleró un pó dei miei ricordi di Meskel in Etiopia. Ieri, l’Etiopia ha festeggiato il ritrovamento della Croce, oppure Meskel, come viene chiamato in amarico.

Ricordo che la festa del Meskel mi metteva sempre di buon umore. Questo per tre ragioni. Di solito coincide con l’ultimo giorno di pioggia della stagione. È una delle feste folcloristiche piū vivaci del paese. Infine, rappresenta la vittoria di una missione voluta da una donna, l’imperatrice romana Elena Augusta.

Immagine presa da Oikoumene.org, Foto di Fredrick Nzwilly.

Ricordo i preti che osannavano questa donna. Era madre del primo imperatore che si convertito al cristianesimo, imperatore Constantino. Era ammirata per il suo ruolo nel ritrovamento della Croce, la vera Croce dove fu crocifisso Gesú.

L’Imperatrice Elena e la rivelazione divina

Fu appunto in un sogno che l’imperatrice ebbe una rivelazione divino. Le fu detto di cercare la Croce e che un faló le avrebbe fornito degli indizi. Fu cosi’ che questa donna dal passato molto umile, che da domestica che lavora in stalla è diventata moglie di un imperatore e poi madre del grande Constantino, inizió la sua missione per trovare la croce. Un giorno l’imperatrice diede ordine ai cittadini di Gerusalemme di raccogliere legna e sterpaglia per costruire un faló enorme.

Loro cosi’ fecero. Una volta che il faló è stato acceso l’imperatrice ci aggiunse dell’incenso e pregó Iddio di guidarla verso la Croce. Secondo la leggenda, il fumo del faló si alzó su in cielo e poi caddè nella direzione dov’era nascosta la croce. A questo punto l’imperatrice ordinó di iniziare a scavare nell’area indicate dal faló. Gli scavi disseppellirono ben tre croci. Come riconoscere quello vero?

Immagine presa da Ethiopiaonlinevisa.com

L’imperatrice Elena era molto determinate e vollè avere prove inconfutabili su quale delle tre fosse la croce di Cristo. Quindi, fece portare una donna in fin di morte sul sito del ritrovamento. Le condizioni della donna non cambiarono quando toccó le prime due croci. Dal momento che toccó la terza croce peró si senti’ subito meglio. La donna guari’. Fu cosi’ che l’imperatrice decise che la terza croce era quella giusta.

Ed è per commemorare questo evento che, alla vigilia di Meskel, gli etiopi accendono un grande faló chiamato Demera, in tutte le piazza delle cittá.

Demera: faló e cori di chiesa

Ricordo la folla, che arrivava da tutti gli angolo della cittá verso la piazza piú grande di Addis, chiamata la piazza di Meskel.

Uomini e donne tutti che indossano abiti bianchi tradizionali, i giovani che si muovono con piccolo bandierine tricolore verde, giallo e rosso. La parte che mi commuoveva di piú peró erano i giovani che facevano parte dei cori della chiesa. Ciascuna chiesa con un Gruppo di giovani vestiti in modo uniforme ma con abiti da chiesa colorati e molto eleganti. Una delizia per gli occhi.

Era una delizia anche per le orecchie. L’unione di suoni del battere ritmico delle percussioni kebero, del suono delicato ma intrigante dei tsilantsil ( antico strumento musicale che consiste di un metallo a forma di U e degli anelli messi su delle barre movibili) e del suono autoritario dei bastoni dei preti che picchiavano il suolo, trovavano sempre un modo di colpirmi diritto al cuore. A questi poi, si aggiungeva il suono calmante, armonico e melodico dei del cori di chiesa e cosi’ mi sentivo trasporatare direttamente in un altro mondo.

Quando, finalmente, si erano reunite in piazza, le delegazioni di tutte le chiese, il Patriarca accendeva il faló e faceva il discorso di benedizione per il nuovo anno. La cerimonia, adornata da persone che si alternavano per vedere il faló da vicino, i cori che cantano, persone che formavano gruppi e osannavano Gesú, tutto continuava finchè il fuoco non si spegneva. Allora, cominciavamo ad avviarci verso casa continuando a cantare canzoni religiose.

L’indomani, Meskel, sarebbe il vero giorno di festa, il giorno in cui la croce sarebbe stata trovata e individuata. Quindi festeggiavamo mangiando le pietanze preparate dale mamme, andando a trovare vicini di casa e altri membri della famiglia.

C’era anche un’altra ragione per festeggiare Meskel, era solitamente il periodo in cui le piogge si erano giá fatte scarse ma avrebbero smesso totalmente dopo Meskel. Si usa dire infatti che il giorno del Meskel era l’ultimo giorno di pioggia della stagione.

Ma è vero che la Croce di Gesū si trova in Etiopia?


Immagine presa da Ethiosports.com

L’imperatrice Elena aveva distribuito alcuni pezzi della Croce di Gesū a diverse chiese, inclusa quella ortodossa. Uno di questi pezzi si trova in Etiopia. Questa potrebbe essere la ragione prinicipale per la quale la Chiesa Ortodossa Etiopica abbia conferito molta piū importanza a questa festivitá a confronto della Chiesa Cattolica e la Chiesa Protestante.

Ho sempre trovato curioso come il monte Geshen, dove è sito il monastero dove si trova il frammento della Croce di Gesū, sia a forma di una croce. La leggenda dice che siccome la forza della luce che emanava dalla Croce era talmente forte che faceva sentire i credenti denudate e quindi è stato deciso di seppellirlo nei pressi del monastero dedicato a Maria sopra al monte Geshen.

A proposito di monti, prossimo Venerdi’ vi parleró di una catena montuosa spettacolare in Etiopia, le montagne di Bale. Una catena montuosa che ospita alcuni animali endemici che si trovano solo in Etiopia.

Vi lascio con questo bel pezzo musicale etiope di Gigi, una cantante la cui musica è ben radicata nelle canzoni liturgiche della Chiesa ortodossa etiope.

A presto! ;)

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1 Comment


emeliki
Sep 30, 2020

Fascinating blog, Yoha! It reads like a travel blog, but by an insider. Since I have yet to visit Ethiopia & all I know of your country is from what your family shares with me, especially your Mum, I am really enjoying your posts. I look forward to reading more as your website grows. :)

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