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Settembre: un mese grandioso in Etiopia Capodanno e il ritrovamento della Vera Croce

Aggiornamento: 28 set 2020

Tre odori mi ricordano il mese di settembre in Etiopia. L’odore invitante del pane fresco chiamato difo, il profumo dei fiori gialli chiamati Adey e l’odore di bruciato del cibbo fatto di ramoscelli di legno.

Settembre è infatti un mese grandioso in Etiopia, in quanto ospita due grandi festivita’. Il Capodanno chiamato Enqutatasc e il ritrovamento della Croce Vera chiamato Meskel.

“13 mesi di Sole”

Vi state domandando come mai parlo di festeggiare Capodanno a Settembre? Non preoccupatevi che mi spiego subito.

Il Capodanno etiope si festeggia l’11 di settembre ( il 12 quando l’anno è bisestile). Cos’altro? In Etiopia si e’ appena festeggiato il 2013. Questo e’ perche’ l’Etiopia ha continuato a seguire il Calendario Giuliano che il mondo occidentale ha abbandonato nel sedicesimo secolo.

“13 mesi di sole” è uno slogan usato tanto nel paese. Il calendario etiope è infatti composto di 13 mesi. Dodici mesi da 30 giorni e il tredicesimo, Pagume, da cinque giorni. Questi cinque giorni sono usati per lasciarsi dietro il vecchio anno e purificarsi per l’anno nuovo.

Ho dei bei ricordi di Pagume da bambina. Ricordo che la mamma ci portava in Chiesa per purificarci con l’acqua santa. È usanza per i crisitiani ortodossi lavarsi ogni mattina con acqua santa per purificarsi.


La cerimonia del fuoco chiamata Cibbo

Poi ricordo quanto tutti fossero indaffarati il giorno di Capodanno. Le donne che cucinano il pane tradizionale, difo o hambascia a seconda delle regioni. Gli uomini si davano da fare a costruire il cibbo che è una piramide fatta di piccolo pezzi di legno che fungono da torcia per accendere il fuoco la sera.

La mia parte preferita era infatti questa cerimonia di cibbo. Tutti si mettevano intorno al fuoco e cantavano canzoni folcloristiche da Capodanno. La cerimonia continua finchè non si spegne il fuoco. Quando il fuoco si affievolisce, si comincia a saltarlo, uno ad uno, per tre volte. È un modo simbolico di saltare verso il Nuovo Anno.


Adey, i fiori gialli da capodanno

La mattina seguente, le ragazze giovani collezionano fiori gialli chiamati Adey. Gli Adey fioriscono alla fine della stagione piovana e l’inizio del Nuovo Anno. Di seguito, le ragazze vanno nelle case dei loro vicini di casa a distribuire I fiori e cantare Abebayehosc. Abebayehosc è una canzone tradizionale e significa letteralmente “Fiore, ti ho visto.” ( https://www.youtube.com/watch?v=9fG53FVGW0k)

Nel frattempo, le mamme finiscono di preparare i pasti da festa e tutta la famiglia si siede a tavola. Le famiglie mangiano insieme da un unico piatto grande. Le famiglie si danno dei gurscia che sono un segno di affetto che consiste nell’imboccare le persone a tavola.


Meskel, il ritrovamento della Croce Vera

Settembre è anche il mese in cui celebriamo Meskel. Meskel è il festeggiamento per il ritrovamento della Croce Vera, una missione voluta dall’Imperatrice romana Sant’Elena.

Prossimo Lunedi’ vi parlero’ di questa festa. Prossimo Lunedi’, alias 28 settembre 2020, alias 18 Meskerem 2013.


Buon fine settimana!

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